sabato 5 novembre 2011

L'amico è...



L'amico è colui che anche se non vedi non senti ma ... "Senti" veramente dentro....
anche se passa molto tempo, anche se anni sembrano separare e allontanare....
l'amico è li , basta pensarlo ed è come se fosse seduto accanto a te....
l'amico è colui che ti ama sempre , incondizionatamente,
un giorno ho letto una frase su un biglietto dei baci perugina:
l'amico è colui che conosce cose di te che nessun altro sà ...e nonostante ciò ti è amico lo stesso...
beh non era proprio così ma quasi..
...sono pochi i miei ...ma sono veri ...li sento ...eccoli sono qui accanto a me
sono come alberi , come una grande quercia amica....come l'albero della mia infanzia
...ogni volta che lo cerco è li.....mi basta pensarlo e la sua immagine compare, mi dona forza e
calore, protezione...
gli amici ci sono sempre
questo perchè sono nel mio Cuore!!!....
Ciao un bacio

sabato 19 febbraio 2011

splendido è poter scrivere ancora


come un bellissimo foglio bianco finalmente sono di nuovo qui a scrivere...la bimba finalmente dorme la notte un pò di più....corro a leggere le perle di saggezza di salvatore brizzi proprio stasera che sento fortemente la necessità di comprendere alcune cose e di GUARDARE IL MIO INVOLUCRO DA FUORI...intanto pubblico una foto che ho fatto qui fuori ...perchè una bella novità è lo stuopendo corso di foto che sto facendo che mi ha aperto molti nuovi punti di vista...

martedì 9 giugno 2009

Maternità



Tutto è successo così...improvvisamente stupendamente e sorprendentemente
che
oggi all'inizio del settimo mese , così tonda e felice a volte non mi sembra ancora vero!
Spesso penso a Lei, come sarà e a quante coccole le farò!
Vorrei scrivere su tutti i muri a caratteri cubitali il suo nome!
urlarlo al mondo e
quando mi bussa nel pancio pancino pancione la sento collegata a me e la ringrazio !!!
per avermi scelto come mamma...
GRAZIE MEDEA !
grazie per avermi portato tanta felicità!
da quando sei arrivata tu e già da fine dicembre che non lo sapevo ancora
hai portato la Gioia nella mia vita che sembrava andare alla deriva...
mi aggrappavo al mio mondo di sogni cercando una speranza
a volte mi sembrava di non crederci più
invece tu
Medea
Dea della Vita
sei arrivata improvvisamente e ti sentivop già come un Angelo vicino
....ti aspetto ... con ansia ...vedere il tuo musino!
Son qui per Te ci sarò PER SEMPRE e MAI ti abbandonerò
sempre al tuo fianco lasciandoti la libertà di essere lo stupendo Fiore che sei già!

giovedì 11 dicembre 2008

il piccolo principe

Da "IL PICCOLO PRINCIPE"
di Antoine de Saint-Exupery
In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…."
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…"
"Sono la volpe", disse la volpe.
" Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa ", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?"
" Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso!
Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?"
"No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?"
" E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…"
" Creare dei legami?"
" Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
" Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…"
"E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…"
"Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
" Su un altro pianeta?"
" Sì"
" Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
" No"
" Questo mi interessa! E delle galline?"
" No"
" Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
" La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita,
sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in
fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai
addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…"
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
" Per favore …..addomesticami", disse.
" Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però.
Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose".
" Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
" Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
" Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
" In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…."
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
" Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
" Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".
" Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.
" Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe.
" E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io
mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "…Piangerò".
" La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"
" E' vero", disse la volpe.
" Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
" E' certo", disse la volpe.
" Ma allora che ci guadagni?"
" Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano".
soggiunse:
" Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo".
"Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse.
" Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei
che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato
lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe.
" Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"
" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo
.

"<non si vede bene che col cuore.
L'essenziale è invisibile agli occhi>>."

venerdì 5 dicembre 2008

Si può fare



Si può fare, si può fare si può prendere o lasciare si può fare, si può fare puoi correre, volare. Puoi cantare, puoi gridare puoi vendere, comprare puoi rubare, regalare puoi piangere, ballare. Si può fare, si può fare puoi prendere o lasciare puoi volere, puoi lottare fermarti e rinunciare. Si può fare, si può fare puoi prendere o lasciare si può crescere, cambiare continuare a navigare. Si può fare, si può fare si può prendere o lasciare si può fare, si può fare partire, ritornare. Puoi tradire, conquistare puoi dire poi negare puoi giocare, lavorare odiare, poi amare. Si può fare, si può fare si può prendere o lasciare si può fare, si può fare mangiare, digiunare. Puoi dormire, puoi soffrire puoi ridere, sognare puoi cadere, puoi sbagliare e poi ricominciare. Si può fare, si può fare puoi vendere, comprare puoi partire, ritornare E poi ricominciare. si può fare, si può fare puoi correre, volare. si può piangere, ballare, continuare a navigare. Si può fare, si può fare si può prendere o lasciare si può fare, si può fare puoi chiedere, trovare. Insegnare, raccontare puoi fingere, mentire, poi distruggere, incendiare e ancora riprovare. Angelo Branduardi

giovedì 4 dicembre 2008


con la calma e il respiro mi centro
miro...l'importante non è l'obiettivo ma l'esercizio e la conoscenza del proprio corpo...

la costanza del gesto,
la consapevolezza che ogni moviemento è importante e la mente si svuota
è come una meditazione

Ringrazio Marco perchè mi ha fatto conoscere questa passione splendida il tiro con l'arco

Coehlo:

      Il Guerriero della Luce guarda alla vita con dolcezza e fermezza. Sa di trovarsi davanti a un mistero, per il quale un giorno troverà la risposta, ma sa anche che è ancora presto per le risposte. Allora cerca di comportarsi secondo le proprie convinzioni e la propria fede.
      Spesso il Guerriero si ferma e dice a se stesso: “Ma questa vita sembra una follia”. Ha ragione. Abbandonandosi al miracolo del quotidiano, egli capisce di non essere sempre in grado di prevedere le conseguenze dei propri atti. A volte agisce senza sapere che sta agendo, salva senza sapere che sta salvando, soffre senza saperne il perché.
      Sì, è una follia. Ma la grande saggezza del Guerriero della Luce consiste nello scegliere bene la propria follia.

      "Grazie Mary per i tuoi scritti...

mercoledì 3 dicembre 2008

Pace interiore


La pace arriva da dentro ...nel momento in cui mi metto in serena accoglienza quello che deve arrivare arriva senza nessun intoppo....nel momento in cui scelgo di rimanere nella mia Anima e camminare secondo i passi che mi sussurra
il sole inizia a splendere perchè in pace con quello che dentro di me affiora....
Accolgo ogni giorno quello che arriva il bello e il " meno" bello consapevole che quello che è fatica oggi sarà frutto domani.
Ringrazio per respirare e gioire ogni giorno

Marina Fusari